Como – ore 20:52. Fiaccolata per la salvare la soap “VIVERE”. Notizia strana, mi dico in un primo momento, leggendo queste poche parole nella sezione “Ultime notizie” su sito di Repubblica. Ma, poco dopo, il disorientamento lascia spazio ad una sorta di disgusto, di malessere. Questo perchè, come se non bastasse la già “sconvolgente” notizia della soppressione da parte di Mediaset della soap-opera “Vivere”, il destino riserva all’umanità le solite tragedie quotidiane di cui giornali, tv, mass media hanno “fame”, quasi cannibalesca.
L’ironia, però, è triste e ha il sapore amaro dell’assurdo. Possibile che invece che reagire a sostegno dei monaci birmani che lottano per la democrazia, invece che combattere questo razzismo becero ed ignorante degli ultimi giorni, invece che lottare per un mondo più pulito, più giusto, più umano ci siano persone che lottano perchè una soap-opera non venga eliminata dal palinsesto televisivo.
Temo questo sia l’ennesimo simbolo di un Paese impazzito, ormai legato ad una dimensione sociale effimera, fatta di tanto “Grande Fratello” ma di poco “Don Camillo e Peppone”, di stereotipi vuoti più che valori condivisi.