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Novembre 13, 2007

Domenica d’ordinaria follia

Archiviato in: l'ITALIA degli italiani — ilcronista @ 9:13 pm

Fiumi e fiumi d’inchiostro sono stati scritti dopo quanto accaduto domenica scorsa. Per questi due giorni mi sono chiesto se val la pena parlarne, quasi che ogni parola, anche di condanna, possa in qualche modo rafforzare quel mostro che è la violenza. Ma ancora una volta l’assurdità con la quale nel mio Paese si affronta ogni episodio di “cronaca nera” mi smuove un profondo senso di disagio, più sinceramente di schifo.

Partiamo dal “merito”. Domenica mattina un ragazzo viene ucciso in un autogrill nei pressi di Arezzo. Pare che, ad ucciderlo, sia stato un colpo di pistola sparato da un poliziotto. La dinamica del fatto è particolarmente strana, ma alla magistratura non a Porta a Porta o Studio Aperto l’onere di accertare la verità. E, in questo momento, si situa il primo “crimine” della giornata: i media cominciano, con la complicità silente ed incomprensibile delle istituzioni, ad insistere, ad amplificare il fatto che questa tragedia sia collegata con la passione calcistica della vittima e ad un diverbio-rissa che sarebbe accaduto poco prima degli spari. Il titolo “RISSA TRA TIFOSI: MUORE UN TIFOSO LAZIALE” fa il giro dell’Italia, rieccheggia negli stadi che si stanno riempiendo.

A questo punto una sotterranea criminalità organizzata, meno famosa ma non meno incisiva di “Cosa Nostra”, si scatena e coglie nel vuoto lasciato da politica ed istituzioni l’occasione per mostrare i muscoli: incidenti si scatenano in molti stadi italiani. Fino alla sera con devastazione e terrore che colpisce Roma.

In questi giorni si sono moltiplicati i processi: al calcio, ai tifosi, alla politica, alla polizia. Personalmente credo che molti dovrebbero farsi un’esame di coscienza.

Ma affidarsi ai processi è un’operazione futile: si fermerà il campionato per una o due giornate, qualcuno andrà in galera, qualche capro espiatorio si troverà e tutto, in perfetto “italian style”, si risolverà.

E’ la società a dover fare un esame di coscienza: è la sensazione a governare le nostre giornate. I media sfamano con la notizia, non con il fatto, le persone; la politica parla a se stessa ma ha un profilo di merito e di stile sempre più basso; nel vuoto delle istituzioni sono gli ignoranti, i più forti, i più chiassosi a farsi sentire.

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